giovedì 12 luglio 2012

riflessioni

Aspettare un treno ti fa credere che la tua vita potrà cambiare da un momento all’altro, per uno sguardo, per un’opportunità inaspettata.
Poi però si ritorna a casa, da soli, le spalle bruciate, il collo appesantito da un tatuaggio, gli occhi stanchi, le orecchie piene della domanda “e tu?” delicatamente pronunciata da cinque coppiette dopo che si erano raccontate il loro primo appuntamento.
E io? Io sono troppo dedita a complicarmi la vita e a essere troppo buona per far sì che qualcuno debba sorbirsi il peso di una come me.

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